Il recupero degli spazi industriali dell’ex fabbrica chimica SIRI, restaurati e riqualificati, è un caso esemplare nel panorama italiano della riconversione delle aree industriali dismesse in ambito urbano. Da fabbrica chimica a fabbrica della cultura, così nasce la spina dorsale della nuova città creativa, scansione emblematica nel processo di ridefinizione di Terni sotto il segno della contemporaneità. Il CAOS è oggi un polo di riferimento per lo spazio urbano, strettamente integrato al centro storico e caratterizzato dalla conservazione dell’architettura industriale simbolo della tradizione identitaria della città. Alcuni spazi esterni mantengono l’impianto originale come il viale di accesso, lo slargo centrale del sistema abitativo originario e alcuni elementi infrastrutturali, tra cui le opere di presa d’acqua per le centrali elettriche, mentre la totalità degli edifici preesistenti è adibita oggi a servizi culturali marcando uno scarto fortemente innovativo. Inoltre, una sezione del corpo perimetrale è stata convertita in abitazioni private. Con i suoi 5600 mq dedicati allo sviluppo culturale, il CAOS è un centro di produzione e fruizione delle arti aperto e flessibile, composto da spazi espositivi permanenti come il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Aurelio De Felice e il Museo Archeologico di Terni, una vasta area dedicata alle esposizioni temporanee nazionali ed internazionali, il Teatro Sergio Secci, l’AreaLab dedicata ai laboratori didattici e creativi, atelier per residenze e produzioni artistiche, una biblioteca specializzata, una sala video e un caffè ristorante, il FAT(3) da vivere fino a sera.